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Quando i sogni si realizzano contagiano chiunque e diventano comuni. Quando ti chiami Laura Pausini e hai all'attivo innumerevoli dischi venduti, collaborazioni e duetti di eccezione, primati e record è difficile avere ancora dei sogni ad occupare le notti. Nonostante Laura sappia bene come occupare in altri modi le sue notti.. lei di sogni ne ha ancora tanti. Uno di questi lo stiamo per raccontare, uno di questi lo abbiamo vissuto insieme il 21 Giugno 2009. Dobbiamo però tornare prima indietro di tre mesi. Il 21 Marzo 2009 è una data che rimarrà per molto tempo della memoria della nostra nazione. Esattamente tre mesi prima dal concerto la terra ha tremato creando perdite e danni incancellabili. Esattamente tre mesi dopo a tremare sono i nostri cuori, assieme a quello di tanti italiani che si trovano ad assistere per beneficenza (quindi doppiamente importante) a un evento irripetibile. Tutte le donne della musica italiana unite, da Laura Pausini, per aiutare il popolo Abruzzese ricostruendo una scuola e delle case in legno utili per la rinascita di questa regione colpita dal sisma. In pochissimo tempo, la nostra Laura, aiutata dal suo prezioso staff, è riuscita a organizzare questo evento che è già un pezzo da novanta nel museo della musica italiana. Laura ha radunato le sue colleghe donne, amiche e non, simpatiche o antipatice, giovani o datate; tutte... e tutte hanno risposto positivamente alla chiamata di Laura. Tutte, ma solo alcune, purtroppo, sono state le protagoniste di questo evento in rosa.

Cominciamo pure con la foto-narazzione di questa lunga e penetrante giornata. Ore 15.00, si spalancano i cancelli e si aprono le danze con Antonella Ruggiero e la sua soffice voce che intona e ci regala la sua Ave Maria, in memoria delle vittime di questa tragedia. Si prosegue con una giovane promessa: Senit con la hit estiva No More. Lo stadio Meazza ospita poi una di quelle chicche che nessuno avrebbe potuto immaginare accadesse su un palco di questo calibro: Jo Squillo, accompagnata all'unisono da tutto il pubblico, che balla e canta l'indimenticata Siamo Donne. Si prosegue con Irene Fornaciari e la sconosciuta Sorelle d’Italia. Si torna a ballare e a cantare un pezzo storico: Non Voglio Mica La Luna, interpretata per l'occasione da Fiordaliso e Annalisa Minetti. Fin ora tutte brave, considerando le poche ore di prove fatte e il poco tempo a disposizione per l'organizzazione. Niente da invidiare ai colleghi uomini.

Eccoci arrivati alla tenacia e alla maestosa voce di Alexia che ci coinvolge con la sua Dimmi Come. E' poi il turno di un trio creato per l'occasione: Nicky Nicolai, Simona Molinari (Aquiliana e quindi la più segnata nel cuore) e Karima che omaggiano per prime Lucio Battisti cantando Un'avventura. Poi la volta della vincitrite della 59esima edizione del Festival di Sanremo, la stralunata Arisa, che ci delizia con la pluriradiofonica Sincerità. Emozionante sentire tutto lo stadio completo cantare questi tormentoni... Non capita certo tutti i giorni!

Altro trio d'eccezione composto da: Mariella Nava, Rossana Casale e Andrea Mirò che omaggiano invece Renato Zero cantando Spalle Al Muro (scritta dalla penna magica della Nava). Una ventata d'allegria con la nuova e fresca Malika Ayane che intona le sue: Felling Better e Come Foglie. Eccoci poi al primo dei momenti Anni80 con l'indemoniata Donatella Rettore che si scatena prima con Kobra e poi con Lamette. Con una forza davvero trascinante e invidiabile.

Si torna in scena con Noemi, fresca di Xfactor, e la sua prima hit Briciole, leggermente stonata. E' la volta dell'inedito duo L’Aura e Chiara Canzian che si scambiano le canzoni interpretando: Novembre ‘96, Radio Star e la cover a tema Natural Woman. Eccoci alla sempreverde Daniela Miglietta, in arte Mietta che coinvolge l'intero pubblico con la recente Baciami adesso e la sua intramontabile Vattene amore. Incredibile sentire lo stadio intonare note come: du du du da da da. In un tempo abiutato a Vasco Rossi fa un po' di senso.. anche se questo un senso non ce l'ha. Infine Mietta duetta con Irene Fornaciari interpretando: Madre Dolcissima, coveromaggio al padre di Irene: Zucchero. Ci è comunque spiaciuto vedere così tanti omaggi a cantanti uomini in una giornata dedicata alla musica al femminile. Nessuno ad esempio ha ricordato Mia Martini (Elisa poteva farlo avendo cantanto una sua cover), davvero un peccato

E' l'ora di Syria che ci regala la canzone che l'ha lanciata: Sei tu. Poi il turno della vincitrice dell'ultima edizione di Amici: Alessandra Amoroso che ce ne canta addirittura due: Stupida e Immobile: Per non essere una veterana, sia lei che le altre giovani, hanno mostrato grande autocontrollo e smisurata professionalità. Rieccoci con Alice che ci canta la sconosciuta Il Contatto, provocando un'indomabile noia in tutti noi. Le varie "ole" durante la sua esibizione erano solo un modo per ingannare il tempo. Per fortuna Alice ci riprova con Per Elisa e possiamo tutti tornare a cantare.

Chi ci ha stupito dal vivo è Dolcenera che ci incanta con Mai Più Noi Due, Com’è Straordinaria La Vita e Il Mio Amore Unico. Il momento buio del concerto è decisamente proprietà di Anna Oxa. Indiscussa e mitologica.. ma il pubblico non ha certo gradito e forse capito il suo drastico e incomprensibile cambiamento, per non parlare della scelta delle canzoni da cantare: Processo a Me Stessa (inquietante) Ti Lascerò (stravolta) e Imagine (irriconoscibile). Si ritorna alla vita con Ivana Spagna e il suo sapor anni ottanta con: Easy Lady e Call Me. E San Siro si scatena.

Non si smette di ballare con Paola e Chiara Iezzi e il loro medley travolgente: Vamos a Bailar, Festival, Viva El Amor e Fino Alla Fine. E' giunto il momento di Giusy Ferreri che singhiozza: In Assenza, La Scala e Stai Fermo Lì. Con lo stupore generale di chi si aspettava Non ti scordar mai di me e Novembre. E' il turno di una mancata madrina: Irene Grandi che ci delizia graffiando prima con Prima Di Partire Per Un Lungo Viaggio e poi con Bum Bum. Poi un quartetto composto da Irene Grandi, Dolcenera, Noemi e Syria che cantano prima La Tua Ragazza Sempre e poi la cover Blowing In The Wind.

E' la volta di una band tutta in rosa: Carmen Consoli al basso, Paola turci alla chitarra e Marina Rei alla batteria. Uno dei momenti più brillanti del concerto. Le tre musiciste si dimostrano eccelce nel cantare scambiandosi le canzoni mentre suonano da sole, accompagnate sul finale solo da un violinista. I brani interpretati sono: I Miei Complimenti, Bambini e Fiori d’arancio. Alle tre artiste si unisce Nada che interpreta Ma che freddo fa, coinvolgendo lo stadio intero.

Ed eccoci allo spettacolo serale. Sono circa le 7 e mezza. E sul palco si catapulta la prima madrina: Fiorella Mannoia. Che comincia cantando a cappella Oh Che Sarà seguita da I Treni a Vapore, Smisurata Preghiera e la struggente Sally. All'improvviso una voce stupisce e incanta tutti. E' la madrina delle madrine.. l'organizzatrice, l'unica ad aver già calcato quel palco: la nostra Laura che sulle note di E Penso A Te di Battisti comincia il suo personale secondo concerto a SanSiro in soli due anni. Le due artiste si lanciano anche in un valzer sul finale del brano prima di chiamare le altre colleghe: Giorgia, Elisa e Carmen Consoli (al suo posto doveva esserci l'altra madrina, la Nannini, ma era in ritardo) per cantare in coro l'inno: Quello Che Le Donne Non Dicono. La Mannoia si conferma un'interprete straordinaria.

E' il turno della seconda madrina, la strepitosa Giorgia. Apre le danze con la solare Girasole preseguendo con la romantica Di Sole e d’azzurro. Poi è il turno della scatenatissima Vivi Davvero, della raffinata Per Fare a Meno Di Te, e della emozionante Marzo. E' la volta della seconda collaborazione di Laura, che con la sua amica/rivale realizza il sogno nel sogno di cantare Gocce di Memoria. Interpretandola troppo di pancia (come direbbe Simona Ventura) peccando di tecnica di fronte alla perfezione di Giorgia. Bisogna ammetterlo. Prima di salutarci, Giorgia ci regala ancora un duetto con Elisa in E poi. Standing ovation per Giorgia, che nonostante le ultime scelte discografiche poco convincenti, si rinnova e si dimostra sempre una degna rivale e una degna collega di Laura. Semplicemente unica.

La terza madrina si chiama Elisa, che si presanta con il suo bel pancione, in attesa del suo primo figlio. Si parte con Stay e si prosegue con Una Poesia Anche Per Te passando per Gli Ostacoli Del Cuore dove fa il suo primo ingresso al Meazza la regina del rock: Gianna Nannini che interpreta Ligabue come solo lei può fare. Continuano i duetti per Elisa, prima con Fiorella Mannoia in Eppure sentire, poi in Heaven Out Of Hell con Giorgia e infine Rainbow con Laura. Un duetto tra i più belli della serita per la nostra beniamina. Ad accompagnare Elisa e Laura arriva anche Irene grandi per interpretare Luce, in una versione acustica e magica. Elisa di dimostra molto duttile, capace di suscitare sia lacrime che energia.

Ed ecco lei. La perla. La regina della musica italiana, il manager della serata. Parte come era partina due anni prima, con Io Canto. prosegue con Come Se Non Fosse Stato Mai Amore, intona E Ritorno da te e interpreta Invece No. L'angolo dei duetti prevede Tra Te e il Mare insieme ad Elisa, Primavera in Anticipo con Giorgia e paradossalmente La Solitudine con Gianna Nannini. La mezz'ora di Laura passa troppo velocemente, ma abbiamo avuto la fortuna di godercela da sola nel non lontano 2007... riteniamoci fortunati, anzi orgogliosi, perchè più che fortuna il suo è merito.

Arriva per ultima (in tutti i sensi, stavolta la ritardataria è lei) ma si fa perdonare subito cantando a raffica America, Attimo, Maledetto Ciao, Bello e Impossibile, Fotoromanza e Meravigliosa Creatura. Con Giorgia duetta in Amandoti e Come Saprei e con la nostra Laura in una delle canzoni più belle degli ultimi vent'anni: Sei nell’anima. Una goduria. Poi il momento che tutti aspettavamo... quello dell'inedito composto da Gianna e cantato dalle cinque madrine: Donna D’Onna. Una canzone graffiante ed emozionante. Si spera che venga presto incisa, perchè si tratta di un capolavoro.

Il concerto si termina con tutte le amiche per l'Abruzzo unite sul ring per cantare Il Mio Canto Libero. Una serata indimenticabile. Una Laura che trascina delle strabilianti compagne di viaggio. Chi più chi meno si tratta del nostro patrimonio musicale in rosa, che non ha nulla da invidiare a quello maschile che per anni ha dominato quel palco. Invece è giusto dare spazio a tutti, senza limiti sessuali, di generi musicali o semplicemente per scele discografiche. La musica è questo. Unione, novità e bellezza. Grazie a tutte voi per avercelo ricordato e averci regalato cotanta bellezza.

Perchè in Abruzzo per ricostruire ci vorrà tempo, ma in una notte si è riscito a ridare calore a chi di freddo per mesi ne ha patito davvero troppo. Di fame di ricordi ne ha sentita parecchia. La musica è in grado di ricostruire ciò che la mano dell'uomo non potrà mai riuscire a ridare.

Fede e Niko

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